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Il Museo storico della Liberazione – aperto il 4 giugno 1955 e riconosciuto come ente di diritto pubblico con legge 14 aprile 1957 n. 277 – in circa 400 metri quadri di superfice offre al pubblico, la rappresentazione del difficile, duro e tragico rapporto che si stabilì tra le forze naziste di occupazione e la popolazione durante la prigionia della città di Roma dal settembre 1943 al giugno 1944. Il Museo è allestito negli appartamenti che, precedentemente sede degli Uffici culturali della vicina Ambasciata di Germania, erano poi stati adibiti a carcere da parte del comando della Polizia di Sicurezza. Era il luogo dove si veniva portati, anche senza motivo, interrogati, detenuti e torturati e da cui si poteva uscire destinati al carcere di Regina Coeli, al Tribunale di guerra (condanne al carcere in Germania o alla fucilazione a Forte Bravetta), alla deportazione, oppure, come accadde per molti, alle Fosse Ardeatine.